Chi sono


Alessandro Dinelli.

Alessandro Dinelli è nato il 7 giugno del 1962 a Livorno, città nella quale è sempre vissuto e vive tutt’ora. E’ cresciuto in una famiglia composta da babbo, mamma, sorella più grande, due sorelle minori, una venuta al mondo nel marzo 1975, quando Alessandro era un ragazzino di tredici anni che per i nove mesi di gravidanza della madre, aveva sperato di poter finalmente avere un fratello… ma è andata così.

Per quanto riguarda gli studi Alessandro ha frequentato asilo e scuole elementari presso l’Istituto Privato Sacro Cuore, presieduto ai tempi dalla mitica Suor Bianca; le suore domenicane si occupavano di tutto: studio e preghiera, preghiera e studio … A onor del vero i genitori del piccolo Alessandro, forse temendo che il figlio potesse pensare che il mondo fosse composto soltanto da sorelle (in famiglia) e da suore (scuola), decisero di fargli frequentare la terza e la quarta elementare presso le scuole pubbliche Massimo D’Azeglio. Dopo questa breve parentesi lo riportarono dalle suore dove, Alessandro, tra studio e preghiera e preghiera e studio, a nove anni riuscì a superare gli esami di quinta elementare.

Per i tre anni delle scuole medie Alessandro ha frequentato la scuola pubblica G. Micali di Via Roma, ma soltanto perché, all’epoca, presso l’Istituto Sacro Cuore la scuola media era soltanto femminile (non si era detto che dalle suore le classi non erano miste: i bambini da una parte e le bambine dall’altra).

Ottenuta la licenza media, Alessandro scelse di frequentare il Liceo Scientifico F. Enriques di Via della Bassata. Sono stati cinque anni importanti durante i quali Alessandro ha stretto amicizie con ragazzi e ragazze con i quali ha condiviso momenti che ancora oggi si porta dentro: le prime assemblee, i primi scioperi, le gite scolastiche, la prima sigaretta, le prime esperienze sessuali (ovviamente disastrose!), gli innamoramenti, le interrogazioni, gli esami di riparazione a settembre, e per finire…., la paura dell’esame di maturità, comunque superato a 18 anni con la votazione di 41/60. Risultato non certamente brillante, ma in ogni caso, considerato il soggetto, soddisfacente.

Non è ancora chiaro il motivo per il quale Alessandro, terminato il liceo, abbia scelto di iscriversi alla facoltà di giurisprudenza presso la vicina Università degli Studi di Pisa. Indubbiamente, a diciotto anni Alessandro non era maturo per una scelta del genere, e neppure faceva uso di sostanze stupefacenti, era soltanto affetto dalla sindrome “dell’innamoramento facile” (malattia che l’ha colpito la prima volta quando aveva circa tredici anni e della quale, nonostante i consigli e i rimedi offerti dagli amici più intimi, non si è mai riuscito a liberare…, ma questa è tutta un’altra storia), che gli procurava spesso comportamenti non comuni per un giovane e (diciamolo) piacente ragazzo. Comunque, Alessandro iniziò il suo percorso di studi universitari e, nel mese di maggio del 1987 ha conseguito la laurea in giurisprudenza con la votazione di 104/110.

Una volta ottenuto il diploma di laurea ad Alessandro è stato chiesto: “e adesso che fai? “ La risposta è stata: “l’avvocato”. Ha iniziato a frequentare lo studio legale dello zio paterno il quale lo ha accompagnato nei suoi primi passi all’interno delle aule giudiziarie. Alessandro ha sostenuto l’esame di Stato presso la Corte di Appello di Firenze superandolo al primo tentativo (!), circostanza questa, che ha generato stupore e in alcuni anche sospetto; c’è ancora chi si chiede come abbia fatto Alessandro a superare l’esame di Stato al primo colpo e in scioltezza… La risposta è semplice: Alessandro, nonostante le apparenze, ha studiato ed è stato bravo (oltre che fortunato!). Dal 18.01.1991 Alessandro è iscritto all’Albo degli Avvocati di Livorno e, ancora oggi, a distanza di ventiquattro anni, continua a fare l’Avvocato, o come piace dire a un suo caro amico, “l’avvocatino”.

Per inciso: Alessandro non ha trascorso la propria adolescenza piegato sui libri, circondato da sorelle, suore, preghiere, professori….., ma è stato un ragazzo fortunato con un’infanzia e adolescenza felici e spensierate. I genitori di Alessandro, non gli hanno fatto mancare nulla né dal punto di vista affettivo né da quello economico…, gli hanno fatto praticare sport…, in particolare il tennis e lo sci…, sport che Alessandro pratica tutt’oggi e nei quali, come accaduto per gli studi, non è mai stato il “più bravo di tutti”, ma si è comunque sempre divertito e si diverte ancora.

Attualmente Alessandro ha la sua famiglia: una moglie che lo supporta e lo sopporta, due figli maschi dei quali è orgoglioso nonostante alcune somiglianze al padre, un cane, due gatti … ha la fortuna di avere ancora accanto i genitori e le sorelle, ha acquisito due suoceri, sei cognati/e.. nel complesso ha nove nipoti, dieci zii/e, dodici cugini/e….., oltre a un mare di conoscenti e qualche amico sincero.

ALEDì

Scrivere di “lui” è meno facile perché nessuno, a parte ovviamente Alessandro, sa chi sia veramente. Non è reperibile alcun documento che attesti la sua esistenza, non è registrato all’anagrafe e in nessun altro pubblico registro. Diciamo che forse è nato anche “lui” il 7 giugno 1962, ma per molto tempo è rimasto in silenzio, ha vissuto da sempre alle spalle di Alessandro, con il quale, in rare occasioni parlava o cercava di parlare, perché il più delle volte Alessandro non lo ascoltava o forse, più semplicemente, non comprendeva ciò che “lui” voleva dirgli.

Con il passare degli anni i due hanno imparato a conoscersi e, pur consapevoli, delle difficoltà della convivenza, hanno raggiunto un compromesso: Alessandro avrebbe continuato a fare le cose di sempre, mentre “lui” si sarebbe limitato a guardare il mondo con gli occhi di Alessandro. “Lui” è stato aiutato il giorno in cui i genitori di Alessandro, intorno ai venti anni, gli regalarono la reflex Nikon FM2, una gran bella macchina fotografica ancora oggi conservata seppur sostituita da tempo con un modello più recente.

Da quel giorno “lui” ha iniziato a parlare attraverso la fotografia, ha scattato fotografie che, negli anni, sono diventate migliaia. Si tratta di un semplice hobby, di una passione. Ci sono periodi anche lunghi, in cui “lui” non scatta neppure una foto, e questo accade perché “lui” ritiene che per fare una foto non basta guardare, inquadrare e far scattare l’otturatore, devi anche “sentire” l’immagine che stai inquadrando, qualsiasi cosa sia, un fiore, un volto, un animale, uno sconosciuto, devi avere la sensazione di fermare il tempo, devi riuscire a cogliere quell’istante in cui il soggetto o l’oggetto che stai inquadrando ti dice qualche cosa, ti provoca un’emozione, quell’attimo magico in cui “senti” il messaggio di quell’immagine e sai che sei riuscito a fermarlo per sempre. “Lui” è anche consapevole che non tutti, guardando il suo scatto, vi leggeranno lo stesso messaggio, ma forse ci sarà comunque qualcuno che guardando la sua fotografia proverà un’emozione, e se ciò accadrà, significa che è una buona foto.

Nell’estate del 2014, e non chiedetegli mai il motivo, “lui” timido e riservato, da sempre nascosto alle spalle di Alessandro, si è fatto convincere a mettersi in gioco e per farlo ha dovuto metterci non solo la faccia, chiesta in prestito ad Alessandro, ma ha dovuto anche scegliersi un nome. Ed è nato ALEDì. Da quando si è mostrato al pubblico in molti, osservando le immagini stampate gli hanno fatto i complimenti e chiesto informazioni sulla sua passione, sulla tecnica utilizzata, gli hanno domandato: “come hai fatto?”, ma ALEDì non ama parlare di sé e in ogni caso la domanda giusta davanti a una sua stampa dovrebbe essere: “perché l’hai fatto? ”.